Phoenix Contact e il segreto per la ricarica veloce della tua auto elettrica

Phoenix Contact e il segreto per la ricarica veloce della tua auto elettrica

Se il ventesimo secolo è stato il secolo dell’oro nero, il nuovo millennio è sempre più proiettato verso la ricerca di energie alternative. Nel campo della locomozione, le auto elettriche iniziano a prendere piede, ma la loro diffusione stenta a prender piede principalmente per un motivo, ovvero i tempi lunghi necessari alla ricarica delle batterie. Questo problema è risolto solo in parte dai modelli ibridi. Nel corso di questo articolo scopriremo insieme in che modo le recenti tecnologie all’avanguardia Phoenix Contact rappresentano un punto di svolta nel campo degli autotrasporti. Questa produzione infatti ha elaborato un sistema di ricarica ad alta potenza, (High Power Charging) destinato a cambiare le regole del mercato.

L’Azienda

Prima di proseguire, una breve introduzione all’azienda è d’obbligo. La Phoenix ha una storia centennale. Nasce nel secolo scorso in Germania come rivenditore di morsetti per i tram elettrici e già da allora ha sempre tenuto un occhio verso le possibilità di innovazione. Lo ha dimostrato brevettando a pochi anni dopo la sua fondazione il primo morsetto modulare componibile.

La Phoenix Conctact al giorno d’oggi produce non soltanto morsetti, ma una vasta serie di componenti per l’automazione industriale. Il suo business è sviluppato a livello internazionale su oltre cento nazioni, e nel 2009 ha fatto il suo ingresso nel settore della mobilità elettrica.

Essendo iscritta inoltre alla Charging Interface Initiative, la Phoenix Contact si ritrova nella posizione ideale per vivere da protagonista tutti gli sviluppi del settore.

L’auto elettrica come il telefonino

Ricaricare un veicolo che funziona ad elettricità non è molto diverso da quello che accade quando la batteria del nostro cellulare o del nostro computer sono rimaste con poche tacche. L’apparecchio andrà connesso alla rete elettrica.

Si tratta di un’operazione che venire eseguita anche in un’abitazione privata, ed anzi, questo è proprio il luogo privilegiato al riguardo. La velocità di ricarica infatti può essere più o meno o lunga a seconda della potenza del contatore di casa, ma nel momento in cui ci troviamo nella nostra abitazione, non abbiamo impegni impellenti, e siamo impegnati nelle nostre attività quotidiane, ha poca importante che i tempi di caricamento siano minuti o ore.

Lo scenario cambia drasticamente nel momento in cui è necessario ricaricare la batteria fuori casa. Le vetture ad elettricità attualmente posseggono dei tempi di autonomia limitata. La routine cittadina può essere tranquillamente coperti dalle batterie in uso al momento, che durano circa cento km. Fare un viaggio con un’auto elettrica tuttavia potrebbe essere complicato.

Partiamo dal fatto che nonostante le colonnine di ricarica siano sempre più diffuse, ancora non si ha la certezza di poterle trovare facilmente. Ma una volta trovata la colonnina, bisogna tenere conto anche dei tempi di ricarica, che possono arrivare a chiedere anche qualche ora, se fosse necessaria la ricarica completa.

Il tempo di un caffè

Il sistema High Power Charging permette di ricaricare l’auto elettrica di 100 kg in un periodo di tempo pari a 3 minuti d’orologio. Finalmente le auto elettriche possono usufruire di tempi di ricarica paragonabili a quelli dei comuni modelli a benzina, e ovviamente c’è sempre spazio per una maggiore ottimizzazione dei tempi. Tempi di ricarica così veloci, inoltre, sono indispensabili per rendere possibile una maggiore autonomia, ed allungare quindi i tempi necessari tra una ricarica e l’altra, aumentando il raggio in cui le auto elettriche possono muoversi senza il timore di restare “a secco”. Ma questo riguarda gli sviluppi futuri. Tornando al presente è bene notare che la Phoenix Contact ha sviluppato la sua tecnologia High Power Charging pensando anche ad aspetti come la diffusione delle nuove colonnine, e la loro manutenzione.

Le colonnine di ricarica infatti possono essere installate facilmente anche in stazioni di servizio costruite in precedenza, quando ancora questi sistemi non esistevano. Il tutto grazie al loro passacavi, che rende l’attivazione estremamente facile. Per quel che riguarda la manutenzione i punti chiavi sono due: la struttura a moduli dei pezzi che subiranno una maggiore sollecitazione, che permette di operare attraverso sostituzioni parziali, e l’uso di un liquido di raffreddamento specifico, che va a sostituire l’olio, di uso più comune.

Caratteristiche tecniche

È tempo di esaminare più da vicino le specifiche legate dietro alla tecnologia High Power Charging.

La velocità di ricarica, come è facile intuire, è proporzionale alla potenza elettrica. La potenza elettrica dal canto suo equivale a tensione per intensità di corrente. La tensione è a norma di legge 240 o 400 Volt. È possibile però innalzare l’amperaggio, ovvero l’intensità di corrente. Sino a questo momento il valore massimo raggiungibile era di 200 Ampere, per evitare che gli elementi del circuito si surriscaldassero pericolosamente. La soluzione già ampiamente sfruttata nell’ambito dei circuiti elettrici, è quella di adoperare un sistema di raffreddamento. Il materiale utilizzato sino a questo momento è l’olio, che però presenta diversi svantaggi, in particolar modo nella fase di manutenzione.

Come anticipato nel paragrafo precedente, tra le innovazioni apportate dalla Phoenix Contact c’è quella di avere implementato un liquido di raffreddamento differente dall’olio. Per la precisione ci ritroviamo di fronte a un cado a raffreddamento attivo che adopera una miscela di acqua-glicole.

A norma di legge è necessario che la differenza di temperatura tra il dispositivo di ricarica e l’ambiente intorno sia di 50K. Il nostro apparecchio è fornito di tutta una serie di contatti sia nel connettore che nel cavo che hanno il compito di analizzare in tempo reale di dati di temperatura. Questo condente di regolare di conseguenza la quantità di miscela refrigerante necessaria. Il sistema è monitorato da un sensore che in caso di perdite del refrigerante, stopperà all’istante l’operazione di ricarica.

Questo permette arrivare a sfruttare sino a 500 Ampere di corrente, ed il risultato sono tempi di ricarica decisamente più ristretti. In questo modo le auto elettriche diventano una realtà sempre più compatibile con le necessità quotidiane, prospettando negli anni futuri una loro ulteriore diffusione.

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